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Archivio Agosto 2005

"The Island" di Michael Bay

31 Agosto 2005 1 commento


La nuova stagione cinematografica sta ormai per iniziare (il Festival di Venezia si apre domani) e gia si vedono al cinema i primi film interessanti, dopo il mese di Agosto che secondo tradizione ha proposto ben poco.
Tra le nuove uscite si segnala “The Island” di Michael Bay che arriva nelle sale accompagnato da parecchie critiche essendo stato, insieme a “Stealth”, un grandissimo flop (che a portato la Dreamworks di Spielberg, produttrice insieme alla Warner, vicina al fallimento).
Eppure il film non è poi così male e se alla regia Bay può offrire veramente poco sul piano dell’introspezione, su quello della spettacolarità è certamente un maestro (vedi ?Perl Harbor? e ?Armageddon?).
La storia è ambientata nel prossimo futuro dove le persone, per poter vivere più a lungo, si fanno clonare per poi sostituire i tessuti e gli organi ormai logori con quelli della propria copia.
Il fatto è che queste non sono semplici feti ma veri e propri esseri umani capaci di pensare e provare sentimenti, costretti a vivere sottoterra convinti di essere gli unici sopravissuti ad una catastrofe planetaria il cui sogno è quello di vedere estratto il proprio nome come vincitore di una competizione che mette in palio un viaggio sull?unico luogo della terra ancora incontaminato, la fantomatica ?Isola? del titolo.
Ma uno di loro, Lincoln Six Echo (Ewan McGregor), incomincia a porsi un po? troppe domande fino ad arrivare a capire la verità e fuggire con una sua compagna Jordan Two Delta (Scarlet Johansson).
I due verranno inseguiti in tutti i modi per evitare che il mondo scopra la loro terribile verità ma alla fine riusciranno a dare la libertà a i loro compagni facendone cessare lo sfruttamento.
Il film è pieno zeppo di citazioni e rimandi ad altri pellicole del genere, non possono non venire in mente ?Minority Report? o ?THX 1138? (primo film di George Lucas), così come tantissime sono le esplicite pubblicità fatte a tante marche famose (dalla Puma alla BMW)
Ad un certo punto sembra di assistere ad uno spot di propaganda per le idee ultraconservatrici dell?amministrazione Bush contraria alla ricerca e alla sperimentazione scientifica, assecondando così le posizioni teocon del produttore Jerry Bruckheimer.
Il film comunque qualche pregio ce l?ha, ad esempio un ritmo ben sostenuto, ma difetta per l?eccessiva durata e per la seconda parte priva di idee e alla disperata ricerca di un?identità al cui raggiungimento non aiuta certo il richiamo spudorato al miglior ?Matrix? (con certe scene che citano esplicitamente ?Reloaded?).
A dare valore al tutto il cast che vede anche Sean Bean, Steve Buscemi, Djimon Hounsou e Michael Clarke Duncan impegnati però male e in ruoli secondari mentre Scarlett Johannson non sembra proprio tagliata per l?azione.

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"Donnie Brasco" di Mike Newell

22 Agosto 2005 2 commenti


Da poco, colto da un inguaribile insonnia, come cura ho scelto il DVD di un film che precedentemente avevo visto in maniera assai frammentaria: “Donnie Brasco” di Mike Newell del 1997.
Il regista ha diretto film assai diversi tra loro, da ?Un Incantevole Aprile? a “Quattro Matrimoni e un Funerale” passando per ?Mona Lisa Smile? con Julia Roberts fino all?ultimo capitolo della serie di ?Harry Potter?.
In questo caso si tratta del genere gia affrontato da Scorsese e Coppola, quello gangsteristico, e vedendo il film effettivamente vengono in mente proprio i capolavori di quei registi i quali della mafia hanno sempre mostrato i vertici con i loro splendori ed eccessi mentre Newell mette in evidenza il lavoro dei travet, ovvero i faccendieri, cui venivano affidati i lavori più sporchi proprio come nel caso di Lefty Ruggero.
Il personaggio interpretato da Al Pacino è malato, stanco, indebitato e con un figlio tossico che non riconosce come suo da quanto è indifferente.
Johnny Depp invece è un agente dell?FBI infiltrato il cui nome in codice è quello di Donnie Brasco che deve utilizzare Lefty per avvicinarsi ai capobanda, un?operazione che si rivela per niente facile in quanto entrambi si affezionano l?uno all?altro, col poliziotto che vede Lefty quasi come un padre e il mafioso pronto a difendere (anche quando vicino ad essere scoperto) un ragazzo che ama come il figlio che non ha mai avuto.
Due grandi interpretazioni (con un Pacino a tratti quasi commovente) una buona regia e una trama (tratta da una storia vera, quella dell’agente Joe Pistone) che fa presa nobilitano un film che merita di esser visto come giusto compendio ai ben più quotati rappresentanti del filone.

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"Tu Chiamami Peter" di Stephen Hopkins

22 Agosto 2005 Commenti chiusi


Se pellicole come “Il Dottor Stranamore” e “La Pantera Rosa” sono entrate nella storia del cinema il merito va, in grandissima parte, al loro interprete: Peter Sellers.
Tutti noi lo conosciamo per le sue straordinarie capacità interpretative, per il suo multiforme talento (che gli permetteva anche di interpretare anche sei contemporaneamente, come per il film di Kubrick), mentre ci è oscuro il suo lato più intimo, la sua vita privata, i suoi amori e i suoi tormenti.
A far luce su quest’aspetto ci prova il film “Tu chiamami Peter” (l’originale è il ben più azzeccato “The Life and Death of Peter Sellers?) uscito al cinema ad Agosto.
Negli Stati Uniti si è visto solo in tv essendo una produzione del canale HBO ma che può contare su un cast di assoluto valore con due attori premio Oscar come il protagonista Geoffrey Rush e Charlize Theron.
In ogni caso la ricostruzione della vita di questo genio della comicità è assai accurata e attraversa la lavorazione di vari film, scenate, divorzi, ricoveri per infarto e overdose e premiazioni fino alla morte dell’attore (a soli 54 anni) nel ’80 poco dopo aver interpretato lo splendido ?Oltre il Giardino? di Hal Ashby.
Il film non mi è dispiaciuto: certamente l?origine televisiva a tratti si fa sentire, ma essendo un periodo tradizionalmente povero di titoli ve lo consiglio anche perché fa capire come molte volte, al di là dei nostri miti dello spettacolo, si nascondano persone infelici o dalla vita tutt?altro che facile.

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"Il Coraggioso" di Johnny Depp

18 Agosto 2005 1 commento


Negli anni ’90 molti attori statunitensi hanno debuttato alla regia, alcuni con poca, se nn pochissima fortuna, altri invece premiati da un grandissimo successo.
Così se in pochi hanno visto il primo film di Tom Hanks (?Music Graffiti?) o di Jodie Foster (?Il Mio Piccolo Genio?), è chiaro che in molti ricordino quelli di Mel Gibson (ad esempio ?Braveheart? su tutti), del premio Oscar Kevin Costner (?Balla Coi Lupi?) o del ?Bronx? di Robert de Niro.
Tra gli altri neo-registi c’è anche Johnny Depp. Forse in pochi lo sanno, ma nel 1997 Depp ha diretto (oltre che scritto e interpretato) quella che per ora è la sua unica prova registica: ?Il Coraggioso – The Brave?.
Essendo uno dei miei attori preferiti, oltre che uno dei miei miti personali, ho cercato di procurarmi il DVD del film per poterlo vedere e giudicare dato che in giro circolano commenti non proprio esaltanti su questo suo lavoro.
Si tratta di un?edizione abbastanza scarna, priva di extra, ma che offre l’essenziale, il film appunto, che, a dispetto di tante recensioni negative, nn è poi così male.
La storia è quella dell’indiano Raphael (interpretato da Depp che vanta antenati pellerossa) in lotta contro la miseria quotidiana del mondo in cui vive, una discarica, e dal quale vorrebbe strappare la sua famiglia. Proprio per questo accetta di farsi torturare fino alla morte in uno “snuff-movie”, una proposta fattagli da un losco personaggio (interpretato da Marlon Brando, anche lui regista di un unico film in carriera e grande amico di Depp).
Non è esente da difetti in quanto a tratti appare un po? confuso non privo di inutili lungaggini e ridondanza nello stile, ma la denuncia ?deppiana? degli sprechi e delle assurdità capitalistiche che ci circondano vale la pena di esser presa in considerazione.

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"Schindler’s List" di Steven Spielberg

16 Agosto 2005 2 commenti


Tra gli ultimi film che ho visto c’è “Schindler’s List” di Steven Spielberg del 1993.
E’ incredibile pensare come nello stesso anno il regista statiunitense sia riuscito a regalare al mondo due pellicole straordinarie: una è quella di cui vi parlerò mentre l?altra ?Jurassic Park?, è un film completamente differente tanto per contenuti quanto per approccio narrativo.
Da un lato quindi il fascino di un?epoca remota riportata in vita insieme alle sue creature (i dinosauri), dall’altro l’orrore rappresentato dalla sistematica eliminazione della razza ebraica (la shoah) che fa parte del nostro recente passato.
Offrire fantasia e realtà in misura così ampia e significativa non è da tutti: certamente Spielberg può contare sul mezzo cinematografico hollywoodiano (di cui è sapiente fruitore) ma è innegabile il suo “saper far film”.
La storia dell’industriale Oskar Schindler, capace di ottenere i favori dei vertici nazisti e di arrivare a salvare più di mille ebrei da morte certa, è incredibilmente intensa e coinvolgente (eccellente Liam Neeson nel ruolo del protagonista) e permette di capire le sofferenze di un popolo (quello ebraico) ma anche le contraddizioni e i contrasti emotivi dell’altro (i tedeschi).
Un film che consiglio a tutti, forse il migliore dello stesso Spielberg, e che merita di esser visto spesso soprattutto in tempi come questi, segnati da un nascente fanatismo e dal ritorno prepotente del sentimento antisemita…PER NON DIMENTICARE

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