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Archivio Luglio 2006

"United 93" di Paul Greengrass

9 Luglio 2006 8 commenti


L?Undici settembre 2001, quattro aerei furono dirottati e lanciati contro edifici simbolo degli Stati Uniti: le Torri Gemelle di New York e il Pentagono di Washington.
Tre di loro colpirono il bersaglio; il quarto fallì il suo obbiettivo schiantandosi in un campo della Pennsylvania e questo per via dell?insurrezione di parte dei passeggeri che scongiurarono l’attentato più più grave e significativo: quello contro la Casa Bianca.

Per introdurre ?United 93? non occorre aggiungere altro: sì, infatti, di una pellicola incentrata sul giorno più buio dei nostri tempi e delle nostre vite, una data che, seppure sfocata o vissuta con distacco, rimarrà per sempre dentro di noi, spettatori del più importante avvenimento storico del nuovo millennio e spartiacque tra il mondo di ieri e quello di oggi.
Occorre invece prendere atto che il film non vuole raccontare lo svolgimento esatto dei fatti ma semplicemente provare a ricostruire, attraverso testimonianze e materiale d?archivio, le vicende umane delle persone (dirottatori compresi) a bordo del volo 93 della United Airlines decollato da Newwark e originariamente diretto a San Francisco.

Il film riesce nel suo intento mantenendo il giusto distacco, evitando la retorica e tanto meno il più bieco compiacimento tenendosi ben lontano dal cattivo gusto, tutti aspetti negativi che in tanti prima dell?uscita nelle sale ne temevano propri.
Invece Paul Greegrass, stimato regista di ?Blody Sunday? e ?The Bourne Supremacy?, ha saputo coniugare al meglio gli ingredienti di queste due pellicole fondendoli in un unicum in grado di atterrire lo spettatore lasciandolo incollato alla poltrona fino alla fine della proiezione.
Il primo elemento è quello della ricostruzione documentaristica capace di mostrare gli attimi vissuti dai centri dell?aviazione civile e militare statunitense con i suoi dubbi, i suoi errori, l?incapacità di comprendere la reale portata di quanto stesse avvenendo, ostacolata in questo dall?assenza di una figura di riferimento (il capo delle forze armate, ovvero lo stesso presidente) in grado di dire cosa dovesse esser fatto.
L?altra componente è quella della fiction che caratterizza le scene ambientate a bordo dell?aereo con la rilassata e distaccata fase di preparazione alla partenza, il panico per il dirottamento, l?orrore vissuto con l?uccisione dei piloti e di un passeggero, la minaccia rappresentata da una bomba (rivelatasi poi del tutto finta) e dagli agitati terroristi fino all?eroico tentativo di riprendere il controllo del velivolo.

E? questo l?aspetto metaforico più chiaro e limpido: i 44 membri dello United 93 sono stati i primi a vivere nel mondo post 11 settembre (a differenza degli altri voli dirottati poterono apprendere dalle telefonate fatte degli altri tre dirottamenti e comportarsi di conseguenza), a sentirsi addosso la morte e la follia integralista ma anche a tentare di riconquistare il controllo di un aereo – mondo ormai sfuggito a qualsiasi logica, incapace di essere gestito tanto dai terroristi quanto da loro stessi e che finirà difatti per schiantarsi.

Il regista fa riscorso esclusivamente ad attori non professionisti scelti il più simile possibile alle vittime mentre parte degli uomini impegnati quel giorno a terra tornano nei panni di se stessi. Gran lavoro di casting quindi, facilitato dalla collaborazione offerta dai parenti dei caduti che hanno incontrato il cast tenuto separato fino alle scene comuni dagli interpreti dei dirottatori.
Lo stile è il medesimo di quello del film che fruttò al regista l?Orso d?Oro a Berlino: riprese effettuate con camera a mano, fotografia con leggera grana, ricorso minimale alla musica e grande gestione della tensione che aumenta lentamente in un climax ascendente di rabbia e paura che esplode con la ribellione dei passeggeri al grido di ?Andiamo avanti!?.

?United 93? è il primo film finora incentrato su quanto accaduto quel maledetto giorno (il secondo, attualmente in preparazione, è il gia discusso ?World Trade Center? di Oliver Stone) fino ad ora analizzato esclusivamente da documentari (quello dei fratelli Naudet girato all?interno delle Torri Gemelle) accennato (da Michael Moore nel suo ?Fahrenheit 9/11?) o analizzato da prospettive differenti come in ?Undici settembre 2001? nel quale undici registi affrontavano la tragedia collettiva in segmenti della lunghezza significativa di undici minuti e nove secondi mentre il film di Greengrass dura giusto un ora e mezza, il tempo effettivo del volo dell?aereo.

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