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Urban Hymns – La dimensione urbana nei videoclip di Demme, Gondry, Lynch e Stern

12 Ottobre 2007

Storie di uomini (e donne) da marciapiede. Quattro clip accomunati da due elementi basilari: la strada e le persone che la calpestano. Gente comune ritratta nella più comune esplorazione dell’ambiente urbano. Come sfondo, case, cose, esseri umani; al centro dell’attenzione, la più elementare delle nostre pulsioni, uscire da un ambiente chiuso e darsi/scoprire il mondo, declinata in quattro differenti forme da quattro differenti artisti – del cinema prestato al video (Demme, Lynch), del video prestato al cinema (Gondry), del video vero e proprio (Stern).

 

Demme segue, distaccato, Springsteen; il Boss ci prende per mano conducendoci in un tour di Philadelphia, mostrata nell’eterogeneità delle sue realtà sociali, in quella differenziazione degli ambienti tipica delle metropoli. Riprese ravvicinate dell’artista si fondono a quelle della cittadinanza, il playback fa tutt’uno con i suoni e i rumori del resto del mondo. Questo è certamente il clip più "impegnato" tra quelli che vi mostro.

 

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Il rondò di Gondry è un’altra dimostrazione del talento del regista francese nel cavare dal nulla piccoli gioielli. Giocato tutto sulla reiterazione dei gesti, sulla moltiplicazione delle cose e delle persone presenti in scena, non comparse immobili, ma elementi in continua evoluzione. Gondry cala la popstar Kylie Minogue nella vita di tutti i giorni, intenta a cantare al mondo intero la sua dichiarazione d’amore, l’invito al suo altro di "entrare nel suo mondo".

 

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David Lynch, in uno dei suoi rari contributi al video-clip, sposta la sua attenzione da un gruppo di balordi stile Cuore Selvaggio sulla camminata leggiadra di Shara Nelson dei Massive Attack, il tutto con un’unica ripresa in piano sequenza. Essenziale, certo, ma in grado di rapirci al pari delle sonorità trip-hop del gruppo inglese.

 

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La dolceamara sinfonia dei Verve condotta dal direttore d’orchestra Walter Stern, rende universale la camminata "contro" di Richard Ashcroft: andare dritti, sbattere contro ostacoli e impedimenti vari posti lungo il tuo percorso. Il clip possiede una straordinaria carica anarchica, pari a quella del suo cantore – che a inizio percorso ignora volontariamente l’avviso posto ai suoi piedi, una freccia che indica tutt’altra direzione da seguire.

Ashcroft sa quello che fa, canta "di non poter cambiare, anzi sì", e questo gli basta. Limpido esempio dell’espressione "tirare dritto per la propria strada".

 

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  1. 15 Ottobre 2007 a 19:04 | #1

    Miky non odiarmi… oggi me n’è successa un’altra…

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