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This is Hype (ovvero, Ridley stavolta non delude)

5 Novembre 2007 1 commento

American Gangster: Ridley Scott dietro la MdP; Denzel Washington vs Russel Crowe; due differenti poster. Scegliete voi per chi parteggiare.

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"American Dreamz" di Paul Weitz

20 Giugno 2006 3 commenti


Intorno alla popolare trasmissione televisiva ?American Dreamz? s?intrecciano le vicende di un?aspirante cantante di provincia, di un cinico presentatore, di un kamikaze con la passione per il musical, del Presidente degli Stati Uniti col suo entourage, tutti accomunati da un unico fine da raggiungere e dal mezzo con cui farlo: la popolarità attraverso la televisione.

Archiviato l?esordio del 1999 con ?American Pie?, Paul Weitz punta in alto cercando di realizzare una satira sulla capacità della TV di creare e disfare e sulla cultura e società che ne derivano inserendo in questo quadro una critica per nulla velata alla politica statunitense e al suo principale protagonista: Gorge W.Bush.
A rappresentarlo sullo schermo un convincente Dennis Quaid nella parte del perfetto idiota, bamboleggiante uomo di mezz?età di volta in volta preso per mano o dalla moglie o dal suo braccio destro senza i quali non saprebbe né dove andare né che fare, quasi come quei sovrani europei del Settecento che fin dal risveglio venivano assistiti da un nugolo di collaboratori, incarnazione dello stato e delle sue funzioni grazie alla diretta investitura del Signore (e infatti l?attuale presidente si è più volte dichiarato eletto da Dio e guidato dalla sua mano nelle decisioni).
Al tempo stesso viene mostrato sofferente per la prigione di vetro nel quale è rinchiuso e per l?impossibilità ad esprimere una propria idea, per questo all?inizio del film lo troviamo rinchiuso nella sua camera circondato da libri e giornali accatastati per tentare di soddisfare la sua elementare necessità di sapere (e si stupisce di apprendere che la stampa canadese ha una sua linea politica o che esistono tre tipi di ?irachistani?).
Alla fine il personaggio sviluppato meglio è proprio questo mentre gli altri appaiono un po? troppo stereotipati (il conduttore di successo è in realtà solo e mediocre quanto i suoi concorrenti; la giovane cantante abbandona il ragazzo che l?ama e che vorrebbe sposarla appena viene scelta per il programma, salvo poi tornare sui suoi passi ma solo per utilizzarlo a fini di successo) per quanto Hugh Grant e Mandy Moore, nella realtà oltre che attrice anche cantante, vedi ?Romance e Cigarettes?, offrano una buona prova al pari dell?invecchiato Willem Dafoe (il segretario di stato) e Marcia Gay Harden (la first lady) comunque poco utilizzati.
Ma il film, nonostante gli ottimi spunti e l?interessante materia trattata, finisce per deludere e neanche l?articolata parte finale, dove il concorrente arabo su ordine del suo gruppo dovrebbe farsi saltare in aria coinvolgendo il presidente, riserva grandi sorprese terminando con uno sconfortante happy end dal quale rimane escluso solo il conduttore che arriva ad immolarsi pur di non perdere neanche un istante della diretta finendo per saltare in aria a causa del congegno esplosivo, una morte in diretta che ricorda quella di Peter Finch in ?Quinto Potere? di Sidney Lumet.

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