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Post Taggati ‘gondry’

Urban Hymns – La dimensione urbana nei videoclip di Demme, Gondry, Lynch e Stern

12 Ottobre 2007 1 commento

Storie di uomini (e donne) da marciapiede. Quattro clip accomunati da due elementi basilari: la strada e le persone che la calpestano. Gente comune ritratta nella più comune esplorazione dell’ambiente urbano. Come sfondo, case, cose, esseri umani; al centro dell’attenzione, la più elementare delle nostre pulsioni, uscire da un ambiente chiuso e darsi/scoprire il mondo, declinata in quattro differenti forme da quattro differenti artisti – del cinema prestato al video (Demme, Lynch), del video prestato al cinema (Gondry), del video vero e proprio (Stern).

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The Hardest Button to Button – Michel Gondry (Director), The White Stripes (Artist)

6 Settembre 2007 1 commento

Fell in Love With a Girl – Michel Gondry (Director), The White Stripes (Artist)

7 Agosto 2007 Commenti chiusi

"Se Mi Lasci Ti Cancello" di Michael Gondry

19 Novembre 2005 Commenti chiusi


Cerebrale (è proprio il caso di dirlo) ma al tempo stesso delizioso, oltre che profetico, “Eternal Sunshine Of The Spotless Mind” è il secondo film di Michael Gondry dopo il bizzarro, e ben meno riuscito, “Human Nature”.
Difficile, davvero difficile poter riassumerne la storia che procede sì in ordine cronologico ma che non rispetta i rapporti causa-effetto.

Un giorno come un altro, Joel (Jim Carrey) conosce in treno una ragazza, Clementine (Kate Winslet), con la quale inizia a conversare entrando abbastanza in sintonia, tanto che lei gli chiede di poter passare la notte a casa sua.
La ragazza si allontana un attimo per prendere il suo spazzolino lasciando Joel da solo in macchina. Ad un certo punto compare un ragazzo qualsiasi che gli chiede se vada tutto bene, una domanda, ed una presenza, senza apparente spiegazione (i due sembrerebbero non conoscersi).
A questo punto assistiamo ad uno stacco improvviso: vediamo Joel sconvolto per l’abbandono di Clementine la quale si è addirittura rivolta ad uno studio per la cancellazione della memoria, la Lacuna Inc. (della quale esiste anche un sito creato ad hoc, visitare per credere), per non avere più nessun ricordo della relazione con Joel.
A questo punto anche lui decide di fare lo stesso, si sottopone alla procedura, ma… le cose non filano per il filo giusto e così Joel si troverà a combattere, all’interno della sua mente, per cercare di salvare alcuni ricordi che non vuole perdere e creare le condizioni perchè la storia con Clem possa rincominciare.
Il finale è del tutto imprevisto e in parte sconvolgente: Io non ve lo racconto, vi consiglio solo di vedere questo gioiellino, una bella ventata d’aria fresca che offre tra l?altro parecchi spunti di riflessione anche se non sarà facile per tutti stare dietro allo svolgimento della vicenda dato che si salta avanti e indietro nella storia, attraverso continui flashback e flashforward, richiedendo quindi molta concentrazione.
Ci sono molti punti in comune con “Essere John Malkovich” di Spike Jonze (anche lì sì “entrava” nella testa e nei pensieri di un uomo, per giunta attore di fama,) soprattutto c’è lo stesso sceneggiatore: Charlie Kaufman il quale, dopo lo script de “Il Ladro Di Orchidee”, si conferma come uno dei migliori autori sulla piazza, giustamente premiato con l’Oscar per questo film.
Ottimo il cast (che vanta anche Kirsten Dunst, Mark Ruffalo, Elijah Wood e Tom Wilkinson) con Kate Winslet (nomination) dalla chioma multicolore e Jim Carrey al top.
Ma se gia “The Truman Show” anticipò i reality show, “Eternal Sunshine” torna sul tema, gia affrontato, ma in tono differente, da “Atto Di Forza (titolo originale, guarda caso, “Total Recall”, cancellazione totale), della possibilità di privarsi dei ricordi più dolorosi, delle esperienze che ognuno di noi vorrebbe dimenticare, archiviare per sempre.
Una pratica che nel film viene compiuta non in una struttura avveniristica ma in un comune ambulatorio (quasi a volerne sottolinearne la diffusione di massa) un qualcosa non privo di rischi e di possibili violazioni, aspetto che il film mostra, con appropriamenti illeciti di ricordi e personalità.
Notevole anche lo stile di ripresa (il regista viene dal mondo dei videoclip), la fotografia e il montaggio (con persone e cose che scompaiono magicamente dai ricordi di Joel, vedi la scena nella stazione di New York) e le ambientazioni invernali e sulla spiaggia.
Chiudo il post riportando uno dei tanti, fantastici dialoghi tra Clementine e Joel.

Clementine: “Io mi chiamo Clementine…”
Joel: “E’ un bel nome, veramente, è carino…significa “misericordiosa”, giusto? Sai, da clemenza…”
Clementine: “Non è un nome adatto a me, perché sono la classica stronzetta vendicativa.”
Clementine:”Comunque tu non sei un maniaco, vero?”
Joel: “No, non sono un maniaco. Sei tu che hai cominciato a parlare con me”.
Clementine: “Questo è il trucco più vecchio del manuale dei maniaci.”
Joel: “Davvero? C’è un manuale dei maniaci? Fantastico. Lo devo leggere per forza.”