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This is Hype (ovvero, Ridley stavolta non delude)

5 Novembre 2007 1 commento

American Gangster: Ridley Scott dietro la MdP; Denzel Washington vs Russel Crowe; due differenti poster. Scegliete voi per chi parteggiare.

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"Domino" di Tony Scott

19 Agosto 2006 1 commento


Tony Scott è sempre stato considerato ingiustamente il ?fratello minore? del ben più noto Ridley superiore tanto in fama quanto per effettiva età anagrafica, mentre sul piano puramente cinematografico ha poco da invidiare al ben più blasonato regista de ?Il Gladiatore? tanto in termini di capacità registica quanto in quelli di poetica autoriale.
Se la prima affermazione trova conferma immediata e unanime (innegabile la padronanza del mezzo cinematografico piegato al più ardito virtuosismo), la seconda potrebbe far storcere il naso a molti e me ne rendo conto.
Eppure Tony Scott nella sua ultraventennale carriera (l?esordio è targato 1983 col fantasioso ?Miriam si sveglia a mezzanotte?) ha esplorato in tutte le sue possibili declinazioni il genere d?azione infarcendolo a seconda dei casi di tronfio patriottismo (?Top Gun?), eccessi tarantiniani (?Una vita al massimo?) e riflessioni sul senso della vendetta (?Man on fire?).

Il suo ultimo film uscito in Italia (con più di un anno di ritardo) è ?Domino? collegabile proprio agli ultimi due titoli indicati: protagonista, infatti, è Domino Harvey (Keira Knightley), figlia di una modella e dell?attore Lawrence Harvey, interprete di ?Va e uccidi?(citato in una delle prime scene) e candidato all?Oscar come non protagonista, una ragazza ribelle di natura e nei modi, dalla vita estrema (nella realtà è morta d?overdose durante le riprese) caratterizzata dal rifiuto degli agi derivanti dalla sua condizione e dall?insolita attività di cacciatrice di dtaglie.

La prima parte, merito di una partenza a razzo, è convincente soprattutto nel mostrare Domino alla ricerca della propria dimensione (umana e spirituale) attraverso un?esistenza fuori dagli schemi e del tutto borderline (ecco il punto di contatto con ?Man on fire?) mentre nella seconda s?inserisce una sottile critica al sistema dei reality show e del mondo dello spettacolo che ricorda vagamente quel ?Natural Born Killers? di Oliver Stone (casualmente anch?esso nato da un?idea di Tarantino) che possedeva il medesimo ritmo di ?Una vita al massimo? al quale ?Domino? vorrebbe puntare.
Il risultato invece è sotto la media, l?ultima mezz?ora centrifuga di tutto e di più (mafia, terrorismo, attacco all?assistenza pubblica statunitense?) manca un reale approfondimento della donna Domino e della sua scelta di vita così atipica, sul come l?eccesso e la violenza possano lenire i mali dell?anima, su come sia più facile distruggersi in un mondo fatto di finzione come quello Hollywoodiano che in quello vero.
La durata in compenso è eccessiva e i troppi buchi di sceneggiatura (firmata da Richard Kelly, regista di ?Donnie Darko?) sono mascherati attraverso ripetuti flashback e flashforward, un montaggio ellittico, serrato e una fotografia sporca (quasi un marchio di fabbrica del regista, da ?Nemico Pubblico? a ?Spy Game?).

Di prima scelta (su questo Scott non si smentisce) il cast: oltre alla gia citata Knightley il redivivo Mickey Rourke, Lucy Liu, Christopher Walken e in parti di contorno Jacqueline Bisset, la cantante Macy Gray e le ex star di ?Beverly Hills 90210? Ian Ziering e Bryan Austin Green.

?La scheda del film su IMDb?

?Il sito ufficiale?

?Il trailer originale?

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"Il Genio Della Truffa" di Ridley Scott

23 Luglio 2005 Commenti chiusi


Scusate la settimana di totale silenzio ma purtroppo nn ho avuto troppo tempo da dedicare al blog. In ogni caso ora sono pronto di nuovo a farmi sentire e lo faccio con la recensione di un film che ho visto di recente e che vi consiglio: "Il Genio della Truffa" diretto dal “grande” Ridley Scott. Vi state chiedendo perché abbia scritto l’aggettivo tra parentesi? Beh, come tutti gli appassionati ben sanno, il vecchio Ridley ebbe un avvio di carriera fulminante: “I Duellanti" (premiato a Cannes), "Alien" (nn c’è molto da dire) e "Blade Runner" (ci siamo capiti…) ma… Se ci limitasse ai tre film simili d’esordio Scott meriterebbe di sicuro quell’appellativo ma i titoli che seguiranno, ad esempio "Legend", "Hannibal" o "Soldato Jane" (con cui il regista ha toccato il fondo), sono pellicole davvero scadenti (pur con dei pregi nella realizzazione tecnica, un aspetto cui il regista tiene molto) e che ne abbassano la media. Se si esclude il caso rappresentato dal "Gladiatore", era dal ’91, l’anno di "Thelma e Louise" che il nostro amico inglese non realizzava un film di qualità ma è proprio con "Il Genio della Truffa" che Scott è tornato ai massimi livelli, affrontando un genere come quello della commedia per lui del tutto nuovo tra l’altro riuscendoci ottimamente e proponendo un prodotto fresco, nuovo e, soprattutto, in grado d’interessare. La storia è quella di due truffatori, Ray (Nicholas Cage) e Frank (Sam Rockwell), che vivono appunto imbrogliando la povera gente per procurarsi il pane quotidiano. Entrambi nn se la passano male, soprattutto Ray che del settore ama definirsi”artista” ed ha maggior esperienza del collega rispetto al quale soffre di un piccolo problema: è affetto infatti da una serie interminabile di tic e fobie (in particolare quella per gli spazi aperti) che lo limitano fortemente. I due in ogni modo decidono di organizzare una grande truffa ai danni di un uomo d’affari, sicuri di riuscire nell’impresa. Durante una delle sue continue crisi di panico, Ray decide di rivolgersi ad uno psicanalista (Bruce Altman) il quale gli consiglia di riallacciare i rapporti con l’ex moglie e in particolare con la figlia mai incontrata (Alison Lohman): sarà questo incontro a cambiare, in tutti i sensi, la sua vita come scoprirete nell’impensabile e sconvolgente finale. Il film si basa sull’abile regia di Scott, che cura ogni minimo particolare, sulla vivacità della trama grazie all’ottima sceneggiatura e al quartetto d’attori tra i quali spicca Nicholas Cage (un attore che proprio nn mi piace ma che ho rivalutato grazie a questo film), eccellente nel riprodurre tutte le manie (quella della pulizia in particolare) e le stranezze del suo personaggio. Il mio giudizio nn può che essere positivo anzi, ritengo questo il miglior film dell’ultimo Scott (vista anche la delusione per "Le Crociate").

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